Le tradizioni degli abitanti della Valle del Tesino sono molto particolari, diverse da quelle dei paesi vicini. L'isolamento della Conca rispetto alla Valsugana ha permesso lo sviluppo di un'identità originale che è giunta inalterata fino ai giorni nostri. Indice di particolarità è il costume delle donne tesine. Questo costume è nato probabilmente nel '600 e consta di una veste di panno nero che cade, con strettissime falde , più lungo di dietro; l'abbottonatura è anteriore e, nella zona del seno, vi è un'ampia scollatura che lascia spazio ad una finta camiciola, con collo, senza maniche e ricamata. Nella parte inferiore della veste un dapié in panno pesante, rosso o giallo, è alto circa 20 cm; una pettorina rigida, chiamata salva-cuore, pur essa finemente lavorata a ricamo e un grembiule di seta a motivi floreali completano l'abito insieme ad uno scialle multicolore portato sulle spalle. Le calze sono bianche e traforate e le scarpe nere hanno un piccolo tacco; il vestito è impreziosito da diversi gioielli: collane di granati a tre gole, orecchini d'oro a cestello, spille.
L'usanza sicuramente più famosa è la rievocazione della cattura del Conte Biagio delle Castellare; avviene ogni quattro anni, nei giorni che seguono il Carnevale, da più di sei secoli.
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