LE MALGHE DELLA VALSUGANA ORIENTALE E DEL TESINO
A cavallo tra Veneto e Trentino, a circa due ore di macchina da Verona, Venezia o Bolzano, l’altopiano del Tesino e la limitrofa Valsugana, abbracciati dai rilievi montuosi della millenaria catena del Lagorai, costituiscono un angolo inedito delle Alpi.
Il Lagorai rappresenta oggi un’oasi intatta dal notevole patrimonio ambientale e antropologico, dove la figura dell’uomo strenuamente conserva ancora un ruolo di particolare importanza nelle attività dell’alpeggio. La presenza di numerose “malghe”, aziende zootecniche di montagna dalle antiche origini, ben distribuite su tutto il territorio, permette il mantenimento dei pascoli e la produzione di ottimo latte e pregiati formaggi.
Il popolo di queste montagne è rappresentato dai “malghesi” e dai pastori, gli abitatori delle malghe che per tutto il periodo estivo portano al pascolo le mucche dal cui latte ricavano burro, ricotta, yogurt, formaggi freschi e da stagionare.
Per tutta l’estate l’antica sapienza del pastore fa sì che le mucche bruchino sui pascoli d’alta quota dove più ricca è la varietà di erbe aromatiche ed officinali. Per questo motivo il latte delle mucche del Lagorai ha delle caratteristiche organolettiche che lo rendono speciale e lo distinguono nettamente dalla produzione su larga scala. La qualità del latte si abbina all’impiego della legna da ardere per scaldare le vecchie “calgere” di rame ed entrambe queste prerogative sposano la maestria del malghese, che è il vero depositario della secolare arte casearia. La lavorazione del latte e la trasformazione dalla panna affiorata in burro beneficia delle qualità dell’acqua di cui abbonda il Lagorai. La ricotta e la tosella sono prodotti da consumare freschi, abbinati ai gusti più diversi oppure protagonisti di ricette tipiche che vanno da gustosi primi a saporiti secondi piatti, fino ai più squisiti dolci.
Alcune delle malghe sono specializzate nella produzione della “casoleta”, formaggio dolce fresco che rivela al gusto tutto il profumo dei prati, altre aggiungono erbe selvatiche e spezie come nel caso del rinomato formaggio al pepe.
Fra i numerosi prodotti caseari che imbandiscono le tavole del Lagorai, troneggia come un re il formaggio destinato alla stagionatura che, con il passare dei mesi, nelle cantine si arricchisce in sapore e profumo.
Con il loro lavoro i malghesi del Lagorai sono diventati l’anello di congiunzione tra un passato dalle radici profonde ed un presente, sempre più bisognoso di ritmi naturali.
Coloro che hanno optato per questa scelta di vita coraggiosa e difficile sono diventati la garanzia della conservazione e protezione del delicato ecosistema montano.
Rivolgere l’attenzione a questa realtà, prima di tutto umana, significa fare un’operazione di recupero della propria memoria storica e della peculiarità del territorio nell’ottica di uno sviluppo, anche economico, di tipo sostenibile.
Questo progetto, finanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi Leader Plus, vuole quindi aiutare il prezioso mondo delle malghe che, mai come oggi, rischia di scomparire inghiottito da un’economia di massa.